In Italia il diabete è una causa rara di insufficienza renale, a differenza di quanto accade negli Stati Uniti. Ad esempio, secondo i dati del registro Veneto di Dialisi e Trapianto, nel Veneto solo il 6-7% dei Pazienti con insufficienza renale terminale ha il diabete (del primo o del secondo tipo) come causa della malattia dei reni e si può calcolare orientativamente che solo il 10-50% di questi può essere candidata al trapianto di pancreas (per l’età, le condizioni cliniche e il tipo di diabete).
E’ evidente da quanto detto in precedenza che il trapianto di pancreas richiede un fisico in condizioni generali migliori rispetto a quelle accettabili per un semplice trapianto di rene. Ciò allo scopo di ridurre, se possibile, o almeno affrontare meglio i maggiori rischi infettivi, chirurgici e cardiovascolari.
I migliori candidati al trapianto di pancreas associato ad un trapianto di rene sono quindi diabetici (generalmente del primo tipo), con insufficienza renale terminale, giovani (meno di 45 anni) e senza fattori di rischio cardiovascolare, che accettino di correre qualche rischio in piò con la prospettiva di migliorare la qualità di vita.
No. Secondo i risultati degli ultimi anni, dopo un anno dal trapianto simultaneo di rene e pancreas funziona ancora il 90% dei reni trapiantati, un dato del tutto paragonabile a quello dei trapianti di solo rene (v. opuscolo “informazioni generali sul trapianto di rene”).
I risultati del trapianto di pancreas sono in progressivo miglioramento nel tempo. Per esempio, nel caso del trapianto simultaneo di pancreas e rene, la percentuale di funzionamento del pancreas dopo un anno dal trapianto è passata dal 72-75% degli anni 90-91 al 78-82% degli anni 94-97. Comunque, la durata del funzionamento del pancreas trapiantato dipende dal tipo di trapianto, come si vedr? in seguito. In linea di massima, e basandosi sui dati degli ultimi anni, dopo 1 anno funziona dal 60 all’82% dei pancreas trapiantati, dopo 3 anni dal 50 all’80%.

