La natura stessa della terapia immunosoppressiva, che agisce riducendo l’attività del nostro sistema immunitario, fa sì che i vaccini possano essere poco efficaci dopo il trapianto. Infatti, per agire, i vaccini richiedono un sistema immunitario bene attivo.
Ciò premesso, i vaccini non sono controindicati dopo il trapianto, specie se si tratta di vaccini non viventi, come per esempio il vaccino antitetanico o il vaccino anti-influenzale. Questi 2 vaccini sono anzi indicati dopo il trapianto, sempre tenendo presente però che c’è il rischio che non funzionino così bene come nei soggetti non trapiantati.
Evitare per quanto possibile di venire a contatto con fonti di infezione: un’infezione in un portatore di trapianto è più pericolosa e difficile da curare di un’infezione in un Paziente non portatore di trapianto.
Soprattutto nei primi mesi dopo il trapianto sarà opportuno evitare di frequentare locali affollati (bar, cinema, teatri ecc.), specialmente nei mesi freddi o in corso di epidemie infettive. Il contatto con individui portatori di infezioni (bambini con malattie infettive contagiose, amici con bronchiti od altre infezioni contagiose) va ovviamente evitato per quanto possibile.
Per i maschi avere figli dopo un trapianto non ha alcuna controindicazione.
Invece, per quanto riguarda le donne, si sta ancora discutendo se la gravidanza non si associ con un aumentato rischio di perdere il rene dopo il parto. Non c’è ancora una risposta definitiva. Molte donne hanno avuto figli dopo il trapianto senza problemi.