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CAMPIONATO EUROPEO PER TRAPIANTATI E DIALIZZATI 2008

Würzburg (Germania) 31/8 – 7/9/2008 Dal 31 agosto al 7 settembre si svolgono a Würzburg in Germania i 5° Campionati Europei per Trapiantati e Dializzati.  Il Transplant Sportclub Alto Adige é affiliato dal 2006 alla Federazione Europea (ETDSF -www.etdsf.org )e rappresenta l’Italia....

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Si può fare qualcosa già prima del trapianto per ridurre i rischi del trapianto?

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Certamente sì. Ci sono almeno due situazioni che aumentano i rischi del trapianto e che possono essere corrette.

Una è il fumo. Di per sè il fumo provoca problemi di circolazione sanguigna e tumori. Percià in chi è trapiantato e quindi già corre questi rischi a motivo della terapia immunosoppressiva (v. la domanda “Quali sono i rischi medici maggiori del trapiantoè”), il rischio del fumo e quello della terapia si sommano. Quindi non c’è da sorprendersi se chi fuma prima del trapianto ha, rispetto a chi non fuma, un netto aumento del rischio di problemi cardiovascolari e di tumori successivamente al trapianto e, per questi motivi, ha una ridotta probabilità di vita dopo il trapianto. Secondo alcune segnalazioni, il fumo ridurrebbe anche la durata del rene trapiantato. Perà chi ha smesso di fumare almeno 5 anni prima del trapianto avrebbe una riduzione del 34% del rischio di perdere il rene rispetto a chi rimane fumatore fino al momento del trapianto. Tutte queste considerazioni rendono particolarmente importante che tutti coloro che vogliono essere trapiantati smettano di fumare già prima del trapianto e comunque almeno cessino di fumare subito dopo il trapianto.

Ci possono essere dei problemi psicologici dopo il trapianto di rene?

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Una delle paure più diffuse è quella di perdere il rene trapiantato. Questa paura è comprensibilissima, ma talora diventa talmente grande da ostacolare seriamente la vita del Paziente e, in certi rari casi, può addirittura necessitare dell’aiuto di uno psicologo o di una terapia psichiatrica. L’ideale sarebbe che ogni Paziente vivesse fatalisticamente ed alla giornata il dono del trapianto di rene, soddisfatto di ciò che ormai ha ed incurante di ciò che potrebbe non avere piò in un futuro più o meno remoto.

E’ possibile che con il rene trapiantato vengano trasmesse delle malattie?

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Si tratta di un’eventualità assolutamente eccezionale, ma che non può essere esclusa al cento per cento. In particolare esiste la possibilità, per quanto assai remota, di trasmettere infezioni (soprattutto infezioni dei virus dell’epatite B, dell’epatite C o dell’AIDS) o tumori. Perchè ciò accada devono ovviamente verificarsi due condizioni: 1. il donatore del rene deve essere affetto da queste infezioni o da questi tumori e 2. queste infezioni o tumori devono essere presenti nel rene donato.

Ci sono anche dei rischi minori?

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Sì e, per lo più, anche se non solo, sono legati alla terapia cortisonica. E’ quindi possibile che i nuovi farmaci, che permettono una certa riduzione delle dosi di cortisone, ridurranno questi rischi. In ogni caso ciù non è stato ancora provato.

Innanzitutto il cortisone provoca fame, sproporzionata alle reali esigenze dell’organismo. Se il Paziente non riuscirà a dominare la propria fame con la volontà, rischierà di andare incontro ad incrementi ponderali anche notevoli, con ripercussioni sull’aspetto fisico, sull’assetto lipidico (rischio di arteriosclerosi) e -forse- incrementerà il rischio di diabete. Infatti il cortisone -nel 10% dei casi- causa una forma particolare di diabete che può richiedere una terapia con insulina. Generalmente si tratta di una forma transitoria di diabete che scompare riducendo le dosi di cortisone.