Ci sono 3 rischi maggiori legati alla terapia immunosoppressiva. Per il suo stesso meccanismo di azione (“addormentare” il sistema immunitario dell’organismo, che è deputato a riconoscere e distruggere le sostanze estranee, come il rene trapiantato, ma anche gli agenti infettivi ed i tumori) questa terapia anti-rigetto aumenta il rischio di infezioni e tumori. E’ fondamentale che il Paziente collabori con i medici riferendo prontamente sintomi sospetti come mancanze di respiro, tossette, masserelle cutanee di recente insorgenza ecc..
Innanzitutto, come per qualsiasi intervento chirurgico, ci sono dei rischi collegati all’anestesia. In linea di massima comunque questi rischi sono assai bassi, specialmente nei soggetti che, a parte la necessità di ricorrere alla dialisi, sono in buone condizioni cliniche.
Più frequentemente, per quanto sempre assai raramente, dopo l’intervento si possono verificare alcune complicanze che riassumeremo brevemente:
I rischi del trapianto di rene sono di 2 tipi: ci sono dei rischi collegati all’intervento in sè ed alle sue complicanze (che definiamo generalmente rischi chirurgici) e dei rischi collegati ai farmaci che si dovranno assumere dopo il trapianto (che definiamo rischi medici).
I primi insorgono per lo più nei primi giorni dopo il trapianto e possono imporre la necessità di nuovi interventi chirurgici; i secondi sono quasi sempre più tardivi e impongono generalmente la necessità di assumere nuove medicine ma, soprattutto, di adottare precise norme di vita per prevenirli

