Ci sono fondati motivi per ritenere che i risultati dei trapianti di rene, grazie alle nuove medicine ed al migliore uso delle vecchie, miglioreranno nel tempo. Infatti, secondo casistiche americane (pubblicate sul New England Journal of Medicine, vol. 342, n. 9 del 2 Marzo 2000, pagine 605-612), la sopravvivenza dei reni trapiantati, sia da donatore cadavere che da donatore vivente, è aumentata di circa il 70% tra il 1988 e il 1996.
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La terapia dell’insufficienza renale è attualmente assai perfezionata. Basti pensare che circa 40 anni fa l’insufficienza renale cronica era una malattia inevitabilmente mortale, mentre oggi essa si pu? curare con ottimi risultati.
Purtroppo la durata della vita di un Paziente con insufficienza renale cronica non è ancora esattamente paragonabile a quella di un Paziente sano. In ogni caso alcuni dei primi emodializzati (i programmi di emodialisi sono iniziato approssimativamente nel 1968) sono ancora vivi e qualcuno, del tutto recentemente, ha addirittura ricevuto un trapianto di rene: per esempio a Treviso è stato trapiantato di rene da cadavere nel 1990 un Paziente dopo oltre 21 anni di emodialisi (iniziata nel 1969).
Potrebbero esserci delle ripercussioni economiche dopo il trapianto di rene?
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Proprio perchè il trapianto di rene aumenta il grado di riabilitazione e la capacità lavorativa, al Paziente portatore di trapianto di rene viene riconosciuta un’invalidità leggermente inferiore di quella riconosciuta al Paziente dializzato.
In casi limite, ciò potrebbe comportare la perdita di un’eventuale pensione di invalidità, a meno che il grado di invalidità non venga aumentato da eventuali patologie associate.
Certamente la liberazione dalla dialisi ed una vita più piena, con possibilità di viaggiare, lavorare ecc. e gli unici vincoli di assumere scrupolosamente le medicine ed evitare, per quanto possibile, le fonti di infezione.
Poichè si potrà lavorare anche a tempo pieno, potrebbero aumentare le opportunità di guadagno.
La capacità di avere figli, che con la dialisi tende a venire meno, dopo il trapianto molto spesso riprende. Generalmente la sensazione di benessere aumenta.

