Chi vuole donare il rene deve rivolgersi ai medici di un Centro Trapianti, che forniranno le opportune indicazioni.
Conviene leggere attentamente la parte che tratta dei rischi della donazione.
Ci sono 3 rischi maggiori legati alla terapia immunosoppressiva. Per il suo stesso meccanismo di azione (“addormentare” il sistema immunitario dell’organismo, che è deputato a riconoscere e distruggere le sostanze estranee, come il rene trapiantato, ma anche gli agenti infettivi...
Chi vuole donare il rene deve rivolgersi ai medici di un Centro Trapianti, che forniranno le opportune indicazioni.
Conviene leggere attentamente la parte che tratta dei rischi della donazione.
Negli Stati Uniti, dove il trapianto di rene da donatore vivente viene effettuato in misura notevole e da molti anni, si è visto che questo tipo di trapianto, anche se da donatore non consanguineo, dà risultati superiori a quelli del trapianto da donatore cadavere: il funzionamento del rene da donatore cadavere è circa del 75% dopo 3 anni e del 63% dopo 5 anni, mentre il funzionamento del rene da vivente è circa dell’85%
a 3 anni e del 77% a 5 anni.
E’ ormai chiaramente dimostrato che con un solo rene si può vivere benissimo.
In particolare, l’esperienza di oltre 20 anni proprio con i donatori viventi ha dimostrato che la donazione di rene è un atto quasi del tutto privo di rischi. I rischi, minimi, sono collegati innanzi tutto alle procedure di valutazione dell’idoneità alla donazione (in particolare l’urografia e l’arteriografia renale possono comportare reazioni allergiche al mezzo di contrasto o, la seconda, ematomi), all’intervento chirurgico ed all’anestesia. Va sottolineato comunque che queste procedure comportano anche dei vantaggi, come conseguenza di uno studio approfondito dello stato di salute, che possono sostanzialmente bilanciare i rischi (molte malattie insospettate hanno potuto essere scoperte e curate proprio grazie allo studio dei candidati alla donazione di rene).
In teoria chiunque potrebbe donare un rene a chiunque, purchè tra donatore e ricevente ci fosse una compatibilità di gruppo sanguigno AB0 (non è necessaria una compatibilità di gruppo Rh, perchè gli antigeni Rh non si trovano nei reni).
Occorre per? tenere presente due ordini di considerazioni:
innanzitutto anche nel caso del trapianto da vivente (come nel caso del trapianto da cadavere), maggiore è la compatibilità tra i tessuti del donatore e quelli del ricevente, migliori sono i risultati;