Trapianto
Perch? devo prendere cos? tante medicine? Rigetto
Il primo problema di un trapianto dopo l’intervento ? il rigetto dell’organo da parte dell’organismo. Il nostro corpo scaccia qualsiasi organismo estraneo che non viene riconosciuto come proprio – questo per difendersi dalle infezioni.
Il nostro sistema immunitario svolge semplicemente il suo lavoro, purtroppo il cuore nuovo viene considerato dal sistema immunitario come un corpo estraneo e verr? cacciato se non si ricorre a qualche espediente ( la terapia immunosoppressiva ).
Si scoprono ogni giorno nuove teorie su come prevenire il rigetto. Ora per prevenire il rigetto si usa indebolire il sistema immunitario. In un futuro magari sar? possibile “convincere” il nostro corpo ad accettare un organo trapiantato senza indebolire eccessivamente il sistema immunitario. Ci? ci permetterebbe di combattere le infezioni in modo normale e ridurre gli effetti collaterali della terapia antirigetto.
I rischi di un rigetto sono pi? alti subito dopo il trapianto. In un’indagine, il primo anno dopo il trapianto il 37% dei pazienti non ha episodi di rigetto, il 40% ha un solo episodio, e il 23% ha pi? di un episodio di rigetto. Il rigetto viene trattato con corticosteroidi e, quando ? necessario, con ATG od OKT3. L'esordio del rigetto pu? essere preannunciato da febbre, malessere generale, tachicardia, ipotensione e insufficienza cardiaca prevalentemente a carico del ventricolo destro.
Nel corso di episodi di rigetto pi? gravi possono verificarsi aritmie. In casi pi? lievi, la presenza di rigetto pu? essere suggerita dai soli reperti bioptici. Il rigetto viene trattato con corticosteroidi e, quando ? necessario, con ATG od OKT3. Le medicine antirigetto andranno prese per tutta la vita.
Ci sono diversi tipi di rigetto, ma in questa pagina ci occuperemo quasi esclusivamente di rigetto acuto. L’85% sono episodi di rigetto acuto. Ecco una breve descrizione degli altri tipi di rigetto:
Rigetto cronico
Il rigetto cronico indica tutte le perdite di funzionalit? dell'organo trapiantato sul lungo periodo ed ? associato alla fibrosi dei vasi sanguigni dell'organo; viene indicato cos? anche la reazione continua del sistema immunitario contro il nuovo organo. Il rigetto cronico causa in genere la perdita dell'organo e la necessit? di un nuovo trapianto in una decina d'anni.
Rigetto acuto vascolare
Ha un alto rischio di morte e di aterosclerosi coronarica. Circa il 18% dei cuori trapiantati ha questo tipo di rigetto con una probabilit? di sopravvivenza ad un anno del 67% e a 5 anni del 36%. Questi pazienti hanno il rischio di perdere il cuore pi? alto di 8 volte di un trapiantato normale.
Rigetto misto
Un cuore trapiantato pu? avere – e spesso ha – un rigetto acuto cellulare e un rigetto acuto vascolare contemporaneamente.
Rigetto Iperacuto
? molto raro e di solito succede solo subito dopo il trapianto. Non ? possibile trattarlo ed ha esito fatale.
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Grado |
Stato del paziente |
Trattamento precoce ( Meno di 3 mesi ) |
Dopo 3 mesi ( Trattamento tardivo ) |
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0 |
Stabile |
Nessun cambiamento |
Terapia immunosoppressiva standard |
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1A |
Stabile |
Nessun cambiamento |
Terapia immunosoppressiva standard |
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1B |
Stabile |
Nessun cambiamento |
Modifica della terapia |
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2 |
Stabile |
Nessun cambiamento |
Modifica della terapia |
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2 |
Non stabile: CVP e PCWP alti, EF basso, aritmie e altri sintomi |
Aumento delle dosi dei farmaci, 100mg di prednisone TID |
Come nel trattamento precoce |
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3A |
Stabile |
Aumento delle dosi, 100mp di prednisone TID |
Come nel trattamento precoce |
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3A |
Instabile: CVP e PCWP alti, EF basso aritmie e altri sintomi |
Un grammo di IV prednisone. Aumento delle dosi dei farmaci |
Come nel trattamento precoce |
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3B |
Stabile |
Un grammo di IV prednisone. Aumento delle dosi dei farmaci |
100mg di prednisone TID via orale |
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3B |
Instabile: CVP e PCWP alti, EF basso aritmie e altri sintomi |
ALG, ATG, o OKT3 per 7-10 giorni |
Un grammo di IV prednisone. |
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4 |
Irrilevante |
ALG, ATG, o OKT3 per 7-10 giorni |
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Il sistema immunitario e il rigetto
Versione breve
Il sistema immunitario riconosce come estraneo e attacca qualsiasi cosa sia diverso dalle cellule del tuo corpo. Anche il cuore trapiantato viene considerato come un invasore. Quando l’organo viene trapiantato, una piccola parte del cuore trapiantato viene riconosciuta come estranea e il sistema immunitario inizia ad attaccarla. Per abbassare la probabilit? di un rigetto, i donatori che hanno pi? geni MHC possibili in comune con il ricevente sono preferiti. Vengono date molte medicine per addormentare il sistema immunitario e far in modo che non vi sia rigetto. Se il tessuto trapiantato contiene le cellule-T del donatore, queste cellule-T possono riconoscere il tessuto del ricevente come estraneo e iniziare ad attaccarlo. Ci? pu? essere fatale e viene chiamato reazione graft versus host ( GVH ). Il GVH si previene cercando di rimuovere tutte le cellule-T del donatore dall’organo prima di trapiantarlo.
Il sistema immunitario e il rigetto
Versione media
Nel 1863, Paul Bert ha mostrato che i tessuti trapiantato da una persona ad un’altra sono rigettati. 40 anni dopo, Carl Jensen prov? che questo rigetto era messo in atto dal sistema immunitario. Per fare questo, il sistema immunitario deve sapere chi ? l’invasore e chi non lo ?. Questo sistema di riconoscimento usa dei marker chiamati antigeni di istocompatibilit?. Questi antigeni si trovano sulla superficie di ogni cellulare nel nostro corpo. Il sistema immunitario attacca qualsiasi cosa che non viene identificata come parte del nostro corpo. Gli antigeni “non riconosciuti” rappresentano virus e batteri. Il sistema immunitario non ha modo di capire se il tessuto “non riconosciuto” ? dannoso o meno, riconosce semplicemente che ? diverso dal nostro tessuto. Il sistema immunitario riconosce il nuovo cuore come diverso e quindi deve andarsene!
Nel 1958, Jean Dausset stabilisce la correlazione tra la sopravvivenza degli innesti tissutali e l'incompatibilit? dei gruppi leucocitari. Definisce quindi il maggior complesso di istocompatibilit?, oggi noto come HLA, determinando cos? le leggi del trapianto umano.
Ci sono pi? di 200 antigeni di istocompatibilit?. Ogni persona ne ha un certo “assortimento”. Solo 1 su 30000 hanno lo stesso “assortimento” di antigenti di istocompatibilit?. Il donatore viene scelto in modo da far combaciare il pi? possibile i suoi antigeni di istocompatibilit? con quelli del ricevente in modo da ridurre il rigetto. Ma, a causa della brevissima durata del cuore fuori dal corpo umano, il cross-matching verr? fatto in modo preciso solo dopo che l’intervento sar? iniziato e ci? aiuter? a decide quanto potente sar? la terapia anti-rigetto da seguire. Il cross-match non ? mai esatto e quindi bisogner? in ogni modo prendere medicine per indebolire il sistema immunitario.
Le prime medicine adoperate furono l’azatioprina e il prednisone. Questi farmaci indeboliscono tutto il sistema immunitario, aprendo la strada ad infezioni e cancri. Hanno anche altri effetti collaterali.
L’altro farmaco adoperato fu la ciclosporina, che deriva da dei funghi. La ciclosporina indebolisce una parte del sistema immunitario che ? causa del rigetto senza indebolire tutto il sistema immunitario. Ci? permette di combattere il rigetto senza essere esposto del tutto alle infezioni.
Qualche anno dopo, un altro farmaco derivato da un fungo venne scoperto, il tracolimo ( FK-506 o Prograf ) che ? molto meglio per trapianti di rene, fegato, cuore e polmoni. Tuttavia, i pazienti che prendono questi farmaci devono ancora combattere con il rischio di infezioni e cancri, e inoltre questi farmaci possono danneggiare il rene. Una combinazione di questi farmaci viene usata per provare a prevenire gravi effetti collaterali.
Sono comunque farmaci necessari per la sopravvivenza dei trapianti, senza dei quali si avrebbe rigetto e morte certa.
Il sistema immunitario e il rigetto
Versione estesa
Ci sono 2 tipi di difesa immunitaria: naturale e adattiva. La difesa immunitaria naturale ? il primo tipo di difesa del nostro corpo. La difesa immunitaria naturale ? composta dalla pelle, le lacrime, il muco, e la saliva, come anche da un’infiammazione veloce dei tessuti.
Se un invasore oltrepassa questa primo tipo di difesa, il sistema immunitario memorizza il tutto in modo da non trovarsi impreparato quando un attacco simile si ripresenter?. Questo tipo di difesa viene chiamata adattiva ed ha quattro caratteristiche:
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La risposta immunitaria avviene secondo due modalit?: attraverso anticorpi circolanti nel sangue (immunit? umorale) e attraverso cellule specializzate, i linfociti T killer (immunit? mediata da cellule). Nell’immunit? umorale, in presenza degli agenti patogeni si verifica il differenziamento dei linfociti B in due tipi cellulari, plasmacellule e cellule della memoria. Dai primi derivano gli anticorpi che attaccano direttamente i patogeni; le altre restano nell’organismo e intervengono quando l’organismo viene nuovamente a contatto con lo stesso patogeno. Nell’immunit? mediata da cellule, la presenza di cellule infettate da virus o che l’organismo riconosce come diverse da s? (cellule di trapianti o tumorali) scatena la formazione di linfociti T-killer, capaci di disgregarle.
I globuli bianchi sono le cellule che hanno propriamente il compito di difendere l’organismo dalle infezioni. Alcune cellule bianche, chiamate macrophages, circondano e “mangiano” i batteri invasori. I macrophages si possono anche unire agli antigeni invasori e dirottarli in altre parti del sistema immunitario per farli distruggere. I linfociti sono cellule bianche specializzate che identificano e distruggono gli antigeni invasori. I Linfociti derivano dalla linea linfoide delle cellule staminali multipotenti presenti nel midollo osseo e a seconda del luogo, all'interno dell'organismo, nel quale avviene la maturazione cellulare, si ottengono due linee linfocitarie ben distinte: i linfociti B (da Bursa, con riferimento alla borsa scoperta da Fabrizio da Acquapendente negli uccelli e dove si sviluppano i linfociti B ) e i linfociti T (da Timo). Il luogo di maturazione dei linfociti risulta appunto diverso a seconda delle caratteristiche che questi hanno; il linfocita T infatti matura pienamente nel timo, mentre i linfociti B e NK (Natural Killer, i nostri linfociti "ancestrali") hanno piena maturazione nel midollo osseo, ovvero dove nascono.
I linfociti T maturi possono essere divisi in due tipi fondamentali: T helper (aiutanti) e citotossici o soppressori. I linfociti T helper per riconoscere l’antigene devono venire in contatto con cellule macrofagiche che „presentino“ loro l’antigene. I macrofagi che presentano l’antigene possono, per esempio, fagocitare una struttura estranea, digerirla tramite enzimi nei vacuoli di fagocitosi e demolire la struttura antigenica. Alla fine i frammenti di antigene digerito verranno esocitati ed esposti sulla superficie cellulare del macrofago. Quando viene in contatto con il macrofago, il linfocito T helper pu? riconoscere specificamente i frammenti della struttura antigenica demolita ed esposta all’esterno: questo evento attiva il linfocito T helper, che quando reincontra la struttura antigenica secerne una inteleuchina-2. A sua volta, l’interleuchina-2 secreta dai linfociti T helper attiva quei linfociti T citotossici che abbiano anch’essi riconosciuto lo stesso antigene, inducendoli a dividersi e a dare origine a un clone di cellule citotossiche, capaci di uccidere specificamente tutte le cellule che presentano quell’antigene. I linfociti T helper possono inoltre, con altri tipi di molecole (interferon-gamma e fattori chemiotattici), attivare i macrofagi e indurre la mobilitazione dei granulociti e la produzione di immunoglobuline da parte dei linfociti B. I linfociti T hanno un’importante funzione nel contrastare le infezioni virali.
La risposta immunitaria umorale funziona in questo modo:
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