I risultati del trapianto di pancreas sono in progressivo miglioramento nel tempo. Per esempio, nel caso del trapianto simultaneo di pancreas e rene, la percentuale di funzionamento del pancreas dopo un anno dal trapianto è passata dal 72-75% degli anni 90-91 al 78-82% degli anni 94-97. Comunque, la durata del funzionamento del pancreas trapiantato dipende dal tipo di trapianto, come si vedr? in seguito. In linea di massima, e basandosi sui dati degli ultimi anni, dopo 1 anno funziona dal 60 all’82% dei pancreas trapiantati, dopo 3 anni dal 50 all’80%.
Occorre innanzitutto ricordare che un trapianto di rene e pancreas, rispetto ad un trapianto di solo rene, comporta un intervento chirurgico assai più impegnativo e una terapia immunosoppressiva più pesante, con tutti i rischi conseguenti.
In linea di massima, i Pazienti che vengono trapiantati di rene e pancreas, rispetto a quelli che vengono trapiantati di solo rene, hanno ricoveri più lunghi, dopo la prima dimissione devono essere nuovamente ricoverati più frequentemente ed hanno più complicanze.
Evidentemente un trapianto di pancreas funzionante elimina del tutto la necessità di seguire una dieta per diabetici e di fare le punture di insulina.
Finchè funziona il trapianto di pancreas, il Paziente è a tutti gli effetti guarito dal diabete e ciò comporta un netto miglioramento della qualità di vita rispetto al semplice trapianto di rene.
C’è un certo rischio che compaia un diabete del secondo tipo a motivo delle medicine somministrate, che possono di per sè provocare un diabete; questo tipo di diabete comunque generalmente è curabile con la sola dieta o con pillole e si verifica in meno del 10% dei casi.
Perchè nei Pazienti diabetici con insufficienza renale è particolarmenteindicato il trapianto di rene?
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Ovviamente in tutti i Pazienti con insufficienza renale il trapianto di rene è una possibilità che va considerata.
Però, per la globalità dei Pazienti con insufficienza renale non si è ancora sicuri che il trapianto di rene prolunghi la loro sopravvivenza (mentre spesso migliora la qualità della loro vita). Invece, secondo dati provenienti da più fonti, pare proprio che, almeno in alcune categorie di Pazienti diabetici con insufficienza renale terminale, sia del primo che del secondo tipo, il trapianto di rene sia in grado di migliorare non solo la qualità della vita, ma anche la durata della sopravvivenza rispetto alla dialisi. Poichè in linea di massima i Pazienti che vengono trapiantati sono in condizioni cliniche migliori di quelli che non vengono trapiantati (sono più giovani e hanno meno malattie associate), ci si è chiesti se le migliori sopravvivenze dei trapiantati non potessero essere semplicemente dovute a questo fatto (cioè a un meccanismo di selezione), piuttosto che al trapianto di rene in sè. Invece si è visto che nei diabetici con insufficienza renale il trapianto di rene prolunga effettivamente la sopravvivenza, anche se il confronto viene limitato ai soli Pazienti in buone condizioni cliniche, trapiantati o no. In particolare, sembra che l’effetto positivo sulla durata della vita sia evidente nei Pazienti diabetici con insufficienza renale terminale che non abbiano ancora sviluppato una malattia cardiovascolare clinicamente evidente. Quando invece questa malattia è presente, il trapianto di rene non è più in grado di migliorare la durata della vita.

