Sì e, per lo più, anche se non solo, sono legati alla terapia cortisonica. E’ quindi possibile che i nuovi farmaci, che permettono una certa riduzione delle dosi di cortisone, ridurranno questi rischi. In ogni caso ciù non è stato ancora provato.
Innanzitutto il cortisone provoca fame, sproporzionata alle reali esigenze dell’organismo. Se il Paziente non riuscirà a dominare la propria fame con la volontà, rischierà di andare incontro ad incrementi ponderali anche notevoli, con ripercussioni sull’aspetto fisico, sull’assetto lipidico (rischio di arteriosclerosi) e -forse- incrementerà il rischio di diabete. Infatti il cortisone -nel 10% dei casi- causa una forma particolare di diabete che può richiedere una terapia con insulina. Generalmente si tratta di una forma transitoria di diabete che scompare riducendo le dosi di cortisone.

