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Quando si può tornare a lavorare dopo il trapianto di rene?

In linea di massima, l’attività lavorativa può essere ripresa dopo circa un mese dalla dimissione. Per evitare il rischio di malattie infettive, si consiglia tuttavia a coloro che svolgono attività lavorative in luoghi assai frequentati (autisti di taxi o autobus, baristi ecc.), di posporre...

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Il trapianto di pancreas dopo il trapianto di rene

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Questo tipo di trapianto sta diventando sempre più frequente.

Ci sono dei casi nei quali, contrariamente a quanto previsto, non si può procedere ad un trapianto simultaneo di rene e pancreas perchè, per esempio, al tavolo operatorio il pancreas non risulta idoneo. In questo caso si può decidere di trapiantare solo il rene e rimandare il trapianto di pancreas ad un secondo tempo (quando ci sarà un organo idoneo).

Oppure il candidato può avere la disponibuilità di un ottimo rene (per esempio da vivente), per cui può decidere di fare intanto il trapianto di rene e rimandare ad un secondo tempo quello di pancreas.

Gli inconvenienti di questa procedura sono:

  • innanzitutto ad ogni trapianto si riparte più o meno dall’inizio con l’immunosoppressione, che quindi viene praticata a dosi totali più alte che nel trapianto simultaneo di rene e pancreas;
  • poi si perde quell’utilissima funzione di spia del rigetto che viene esercitata dal rene, se proviene dallo stesso donatore;
  • probabilmente per questo i risultati del trapianto di pancreas dopo il rene sono leggermente inferiori a quelli del trapianto simultaneo di rene e pancreas, con funzionamento del pancreas a 1 anno del 71% e a 3 anni di poco superiori al 50% (per i risultati del trapianto simultaneo, v. capitolo apposito).

Pare comuque che i risultati possano essere migliorati, rendendoli identici a quelli del trapianto simultaneo, se il trapianto di pancreas dopo il rene viene fatto con un’ottima compatibilità tra donatore e ricevente. Ciò ovviamente prolunga i tempi di attesa, ma può valerne la pena.

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