C’è differenza di risultati tra trapianto di rene da donatore cadavere e vivente?
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Negli Stati Uniti, dove il trapianto di rene da donatore vivente viene effettuato in misura notevole e da molti anni, si è visto che questo tipo di trapianto, anche se da donatore non consanguineo, dà risultati superiori a quelli del trapianto da donatore cadavere: il funzionamento del rene da donatore cadavere è circa del 75% dopo 3 anni e del 63% dopo 5 anni, mentre il funzionamento del rene da vivente è circa dell’85%
a 3 anni e del 77% a 5 anni.
L’esperienza di Treviso (v. figura sottostante) conferma questi dati, con una differenza che a 5 anni è dell’8% circa (funziona circa l’84% dei reni da donatore cadavere e il 92% di quelli da donatore vivente).
Inoltre si sa da molti anni che i Pazienti che hanno ricevuto un trapianto di rene da donatore vivente sopravvivono più a lungo di quelli che hanno ricevuto un trapianto di rene da donatore cadavere o sono rimasti in dialisi, anche se in questo caso i risultati potrebbero forse essere influenzati da meccanismi di selezione dei Pazienti per i trapianti da vivente.
I migliori risultati del trapianto da donatore vivente potrebbero essere spiegati dai vantaggi di questo tipo di trapianto che abbiamo illustrato in precedenza.

