Skip to content
You are here: Home
Impiantato il primo cuore interamente artificiale a Padova PDF Stampa E-mail


cuore ArtificialeSi è svegliato il giorno del suo compleanno con un cuore artificiale che batte ora al posto del suo, irrimediabilmente malato. E' accaduto a un paziente di 54 anni, giunto a Padova a fine novembre in condizioni disperate per le gravi disfunzioni ventricolari che neppure due interventi chirurgici erano riusciti a ridurre. Nel corso di un intervento durato 13 ore gli è stato impiantato per la prima volta in Italia un CardioWest Tah (total artificial heart), in pratica un organo artificiale al posto di quello malato, in attesa che si creino le condizioni per un trapianto da donatore.


A compiere l'intervento - il primo del genere in Italia - è stata l'équipe medica di cardiochirurgia dell'ospedale di Padova diretta dal professor Gino Gerosa. Oltre al team di dieci collaboratori del professore, al buon esito dell'intervento ha contribuito anche un pool di ingegneri, non solo italiani. "La tecnica che abbiamo usato e il dispositivo impiantato - conferma Gerosa - permettono al paziente non solo di sopravvivere, ma anche una qualità di vita sicuramente ottima".

La differenza rispetto ai precedenti impianti operati anche a Padova come nel resto d'Italia è - sottolinea - che in questo caso il cuore originario è stato completamente espiantato. "A ormai 48 ore dall'intervento le condizioni del paziente sono soddisfacenti", rileva il professore. "Quando è giunto da noi era in condizioni critiche, e non avrebbe sopportato un trapianto di un cuore da donatore. Allora abbiamo deciso di ricorrere al cuore artificiale CardioWest, che serve come 'impianto ponte' che permetterà al paziente di ristabilirsi, in vista di un nuovo impianto, questa volta di un cuore da donatore", ha chiarito, precisando che si tratta di un apparato ritenuto stabile: il caso di sopravvivenza più lungo è di due anni.

Il solo apparecchio meccanico è costato 80 mila euro all'Azienda ospedaliera di Padova, che però non fa questione di costi ma di soddisfazione perché nella stessa città, 22 anni fa, venne effettuato per la prima volta in Italia il primo trapianto di cuore umano da donatore.

L'impianto effettuato oggi è l'ultimo episodio di una storia cominciata quasi 40 anni fa negli Stati Uniti, quando il cuore artificiale esordì come un dispositivo di assistenza da utilizzare come ponte in attesa del trapianto. Da allora fino al 2001 tutti i dispositivi utilizzati hanno sostituito solo una parte del cuore. Si è poi arrivati al primo cuore artificiale totale, il CardioWest, che ha ricevuto nel 2004 il via libera dall'ente statunitense per il controllo sui farmaci, la Fda (Food and drug administration), da utilizzare come dispositivo ponte in attesa del trapianto nei pazienti in condizioni molto critiche. In questo caso il cuore artificiale è collegato a un'apparecchiatura esterna, di grandi dimensioni ma che comunque permette al paziente di muoversi autonomamente.
 
La Repubblica 



Aggiungi ai preferiti (44) | Riporta quest’articolo sul tuo sito | Visite: 160

Commenta

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.

Powered by AkoComment Tweaked Special Edition v.1.4.6
AkoComment © Copyright 2004 by Arthur Konze - www.mamboportal.com
All right reserved

 
< Prec.   Pros. >

SOSTIENICI



Sostieni il sito
Fai una piccola donazione
Statistiche donazione in Italia
Il Ministero della Salute ha reso noti i dati nazionali su donazioni e trapianti. Nel 2007 i trapianti sono leggermente calati, in Italia, rispetto al 2006. Trovi il documento completo nella sezione Download del sito.
Aiutaci a Crescere
Il sito è in continua crescita. Se hai suggerimenti o altro da comunicare non esitare a contattarmi usando il tasto contattami sul menu in alto

Sondaggi

Le staminali sono una speranza concreta per i trapianti?