| La donazione degli organi: una scelta che cambia la vita |
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“Non portate i vostri organi in cielo. Sono molto più utili in terra!”. È stata questa la frase portante della conferenza - dibattitto “20 Anni di vita donata” che si è svolta Giovedì 22 Novembre presso l’Auditorium del Liceo Scientifico “O. Tedone” di Ruvo di Puglia. Con una discreta affluenza di pubblico, la manifestazione ha visto come protagonisti due uomini. Due uomini che hanno cambiato la loro vita in seguito ad una scelta di coraggio. In seguito ad una scelta che era una sorta di “scommessa”.
Stiamo parlando del signor Antonio Fabiano e del signor Biagio Fracchiolla.
Il signor Biagio è la faccia donante della medaglia delle donazioni. Infatti, nel Natale 1995, durante i festeggiamenti familiari, un servizio televisivo attrae l’attenzione di Roberto Fracchiolla, 15enne, il piccolo di famiglia. «Un ragazzo, durante un incidente stradale, perse la vita ed i genitori donarono i suoi organi». Era questa la notizia che aveva attirato così tanto l’attenzione di Roberto. Ed al termine del servizio stesso, espresse esplicitamente la volontà di donare gli organi in caso fosse successa a lui qualcosa del genere. E purtroppo, dopo 5 mesi, Roberto, alla giovane età di 16 anni, morì in un incidente in moto. E la famiglia seguì il suo desiderio: i suoi organi furono donati. La storia del signor Antonio invece è l’altra faccia della medaglia. È la storia di un uomo, che nel 1987, dopo un colloquio con il suo cardiologo di fiducia, si vede costretto a dover prendere una decisione, una sorta di scommessa, un “o la va o la spacca”. Così, si reca subito a Termoli, ancora uno dei pochi centri di trapianti in Italia. La sua situazione era molto grave, il suo cuore non reggeva quasi più. Fu così subito ricoverato. Non c’erano notizie di cuori compatibili e così fu messo in uscita. Ma il giorno stesso dell’uscita, arriva quel cuore compatibile tanto desiderato. L’intervento riesce. Antonio può finalmente ritornare dai suoi cari ed affrontare una nuova vita, quella vita che da lì a poco gli avrebbe regalato la figlia Marina. Facendo riferimento al pubblico, «a me questa sera sarebbe piaciuto vedere tanti alunni in questa sala. Mi chiedo spesso, perché non andate? Perché c’è l’impegno domestico dei compiti a casa. Ed è anche giusto che loro affrontino la scuola con impegno, per cui difficilmente hanno tempo per partecipare a queste attività. Comunque posso assicurarvi che a scuola ci teniamo a queste cose». Per le statistiche, la Puglia, come la maggior parte delle regioni meridionali, si piazza negli ultimi posti della classifica delle donazioni. Questo deve far riflettere. Perché con un semplice gesto, la nostra vita e la vita di altri potrebbe cambiare come dal giorno alla notte. Basta coraggio e umiltà! Aggiungi ai preferiti (36) | Riporta quest’articolo sul tuo sito | Visite: 280
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