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Primo trapianto di Rene da Vivente Incompatibile PDF Stampa E-mail
Un altro record italiano: dopo il trapianto multiplo (rene, cuore e fegato) in sequenza effettuato all'ospedale S. Orsola di Bologna, oggi viene annunciato a Parma un trapianto di rene da vivente tra persone non compatibili per gruppo sanguigno. L'intervento e' avvenuto grazie ad una tecnica immunologica che riduce gli anticorpi in grado di innescare il fenomeno del rigetto. L'uomo che ha ricevuto il rene dalla moglie e' in buone condizioni, ha detto Umberto Maggiore, nefrologo dell'ospedale che ha seguito l'intervento.
''L'incompatibilita' del tipo ABO - ha spiegato il medico - e' una delle classiche barriere che si hanno di fronte quando si programma un trapianto da donatore vivente. Il trapianto di rene in un soggetto AB0 incompatibile comporta infatti l'immediata aggressione da parte degli anticorpi del ricevente nei confronti dell'organo trapiantato, con conseguente rigetto e perdita irreversibile della funzionalita' dell'organo. Maggiore e' la quantita' degli anticorpi presenti nel gruppo sanguigno del ricevente, piu' grave e' il rigetto''. In questo caso la donatrice era di gruppo A-1 mentre il ricevente di gruppo 0; inoltre la quantita' di anticorpi contro gli antigeni anti A era particolarmente elevata. La tecnica utilizzata dagli immunoematologi all'ospedale di Parma ha
seguito un metodo (chiamato aferesi) messo a punto in Svezia che consiste nel preparare il ricevente alcune settimane prima del trapianto riducendo ad un livello molto basso gli anticorpi che provocano il rigetto iperacuto da gruppo sanguigno; nello stesso tempo sono state somministrate terapie immunosoppressive specifiche. Il metodo - ha spiegato Maggiore - puo' aumentare del 20-30% il pool di donatori ''. I vantaggi della tecnica, spiegano gli esperti, risultano particolarmente rilevanti a causa della ridotta disponibilita' di donatori cadavere. Inoltre i tempi di attesa per il trapianto da cadavere si sono infatti progressivamente allungati sino a superare i tre anni di media. ''In Italia - spiega Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti - i trapianti di rene da vivente sono meno del 5% del totale e l'utilizzo di donatori AB0 incompatibili potrebbe aumentare di almeno di un terzo le opportunita' di identificare un potenziale donatore vivente. I dati degli studi clinici effettuati nel mondo dicono che la sopravvivenza dei pazienti che utilizzano questa nuova tecnica sono sovrapponibili con i trapianti da donatore compatibile'' 

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