| UN ELASTICO NEL CUORE PER SCONFIGGERE L'INFARTO |
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Paolo Ferrazzi, cardiochirurgo degli Ospedali Riuniti di Bergamo, ha presentato una tecnica di impianto cardiochirurgica semplice ed originale che potrebbe cambiare l'approccio terapeutico in particolari stati di scompenso cardiaco. Importante sottolineare che lo sviluppo di questa tecnica è stato possibile grazie alla collaborazione tra i medici ed una società hi-tech che opera nel settore delle molle. Presentiamo dunque un caso emblematico dei vantaggi che può portare la collaborazione tra il mondo della ricerca e quello della produttività.
Si tratta di un anello elastico in grado di sconfiggere l'insufficenza cardiaca. Pur trattandosi di una tecnica d'impianto assolutamente originale, si basa su un'idea molto semplice, come ha spiegato Paolo Ferrazzi, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare degli Ospedali Riuniti: "Nello studio sperimentale, un anello costituito da una molla metallica è stato impiantato all'interno di cuori dilatati. L'anello coordinandosi con i battiti cardiaci, agisce durante la fase di riempimento del ventricolo sinistro restituendo, grazie ad un fenomeno elastico, la forza incamerata durante la contrazione, utilizzando così l'energia che solitamente in un cuore dilatato è dissipata".
Se l'idea di partenza può sembrare semplice agli occhi di uno specialista, la sua realizzazione non lo è stata altrettanto. Si è trattato infatti di mettere a punto una molla biocompatibile in grado di resistere alla frequenza dei battiti cardiaci che in dieci anni sono circa 500 milioni. L'impresa è stata possibile grazie alla stretta collaborazione dei ricercatori con il Mollificio MSA S.Ambrogio, società hi-tech, che ha brevettato l'anello elastico interamente sviluppato in Italia. L'idea dell'anello rappresenta una speranza concreta per i cardiopatici di tutto il mondo, lo scompenso cardiaco è la prima causa di morte in Italia e negli Stati Uniti, che si offre come valida alternativa al trapianto cardiaco, che sarebbe la soluzione ideale, ma che allo stato attuale copre solo l' 1% delle necessità. Mancano i donatori. A dare valore al progetto coordinato dal prof. Ferrazzi, è arrivata anche la pubblicazione sull'ultimo numero del Journal of American College of Cardiology, una delle più prestigiose riviste specializzate.
fonte:italianinnovation.it
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